Archive for ottobre 17th, 2010

Avvistati UFO a New York … SARà VERO ???

ott
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Un angelo ha diviso il mio cuore in tanti piccoli pezzi e mi ha detto : va e donane uno a ciascuna delle persone a cui tieni. Ecco un pezzo e’ per te.

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Potrò anche sbattere la testa da qualche parte e non ricordarmi più niente, ma l’unica cosa che non potrò mai dimenticare è la nostra amicizia!

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RADIOGRAFIE DI CANI ….DELLA SERIE “FIDO CHE CACCHIO MANGI” AHAHAH

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ABITERESTI IN UNA CASA COSì? IO SI SI SI SI!!!!

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The World Flying Hotel …UN’HOTEL DENTRO UN’ELICOTTERO

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Jyoti Amge la bimba + piccola del mondo

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MA QUANTO è COCCOLOSA???

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Tattoos In Movies … i tatuaggi nei film

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Agility, rally obedience e freestyle: in Italia le prime olimpiadi dei cani

ott
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A Lignano Sabbiadoro 1.600 atleti a quattro zampe in rappresentanza di 15 Paesi europei. Domenica le finali

La manifestazione si svolge per la prima volta. Previsti anche workshop e seminari

Agility, rally obedience e freestyle:
in Italia le prime olimpiadi dei cani

A Lignano Sabbiadoro 1.600 atleti a quattro zampe in rappresentanza di 15 Paesi europei. Domenica le finali

Un border collie impegnato nello slalom
Un border collie impegnato nello slalom

LIGNANO SABBIADORO (Udine) – Sono le prime olimpiadi di agility dog e freestyle a livello europeo e si candidano a diventare una delle principali manifestazioni del settore. I Dog Olympic Games – e l’acronimo è sempre Dog, il termine inglese per «cane» -, la cui prima edizione si è aperta venerdì a Lignano Sabbiadoro, laureeranno i campioni continentali di queste specialità atletiche canine sempre più diffuse sia tra gli appassionati delle competizioni cinofile – le gare di agility sono da anni inserite nel contesto delle principali mostre e rassegne -, sia tra molti proprietari che vogliono trascorrere momenti di gioco e di interazione con il proprio amico a quattro zampe.

Un esibizione di dog dance
Un esibizione di dog dance

LE DISCIPLINE – I Dog, promossi dal Csen-cinofilia, proseguiranno fino a domenica, quando avranno luogo le finalissime e le premiazioni. Teatro delle gare è il Villaggio Sportivo Ge.Tur, dove si svolgono tutte le discipline cinofile: agility (agility, jumping e combinata), tunnel cup, rally obedience, obedience, fly ball, disc dog, dog dance, ricerca sportiva, nuoto e riporto in acqua. L’iniziativa ha subito raggiunto numeri da record: 1.600 cani registrati, 2 mila accompagnatori, 15 nazioni rappresentati. I Dog Olympic Games si svolgeranno con cadenza biennale e domenica saranno seguiti anche da Raisport. Ad animare le giornate anche la presentatrice Rossella Brescia e l’addestratore dei cani star, Massimo Perla.

NON SOLO GARE – Ma non c’è solo l’aspetto sportivo. I giochi olimpici saranno affiancati da un programma di eventi culturali e informativi collaterali. C saranno convegni veterinari, seminari, workshop, presentazioni di prodotti e servizi delle aziende sponsorizzatrici. Gli appassionati potranno assistere a tutte le manifestazioni: sono previsti sia un biglietto giornaliero, sia un abbonamento valido per i tre giorni. Ulteriori informazioni sul sito www.dogolympicgames.eu.

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La gelosia e le urla nel box Tutti i segreti del delitto

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Lo zio Michele: «Sabrina ha trascinato Sarah. Litigavano, dovevo intervenire. L’ho strangolata»

Le confessioni di Misseri: ha coinvolto la figlia che si proclama innocente

La gelosia e le urla nel box
Tutti i segreti del delitto

Lo zio Michele: «Sabrina ha trascinato Sarah. Litigavano, dovevo intervenire. L’ho strangolata»

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
AVETRANA (Taranto) – Di quante verità è fatta la verità di Michele Misseri? L’uomo che ormai tutti chiamano «mostro», «orco», «assassino», aggiunge dettagli su dettagli alla confessione della prima ora, cambia versione, alza sempre più il tiro. Prima l’omicidio di Sarah senza troppe spiegazioni sul perché di tanta improvvisa crudeltà per la sua nipotina prediletta. Poi, ma soltanto nell’interrogatorio di convalida del fermo, i particolari sulle molestie sessuali pochi istanti prima di ucciderla, quelli sugli abusi della settimana precedente e l’ammissione più sconvolgente: lo stupro in campagna, quando Sarah era già morta. Passa qualche giorno ed ecco il nuovo messaggio che Misseri fa filtrare dal carcere: non ho detto tutto, sto proteggendo qualcuno a cui voglio molto bene. È l’annuncio che prepara il terreno alla nuova versione: il coinvolgimento di sua figlia Sabrina nell’omicidio di Sarah. Per ricostruire ogni passaggio di quel pomeriggio del 26 agosto, i magistrati hanno messo assieme tutti i capitoli del libro che Misseri ha scritto a puntate, e li hanno incrociati con quel che raccontano gli altri protagonisti di questa storia.

L’ultimo giorno di vita di Sarah -Cominciamo da Sarah, dai suoi 15 anni portati a spasso nel completino rosa-fucsia, dal suo telefonino con cuffiette per ascoltare la musica. L’ultimo giorno della sua vita Sarah passa la mattinata a casa di Sabrina, la sua cugina-amica che più amica non si può, anche se lei ha 22 anni e frequenta ragazzi decisamente più grandi di Sarah. Una pausa per il pranzo e un accordo: se l’amica Mariangela viene a prendere tutte e due con la sua auto si va assieme al mare nel pomeriggio. Alle 14.10 Sabrina invia a Sarah un messaggino: «Confermato, si va al mare». Sarah prepara zainetto e costume e, come sempre, fa uno squillo a Sabrina, segnale consueto per dirle «sto uscendo di casa». Sono le 14.28. Sarah percorre poche decine di metri, due ragazzi la vedono all’angolo della via che più avanti incrocia quelle dove vive Sabrina. Da lì a casa Misseri sono meno di due minuti. La sua vita, si scoprirà poi, dura poco più di quei due minuti. Ma nessuno può saperlo se non chi l’ha uccisa. E per 42 giorni Sarah diventa un volto da cercare. Tutto inutile. Sembra scomparsa nel nulla. Fino alla notte fra il 6 e il 7 ottobre, quando trova conferma la notizia più temuta: la ragazzina è stata uccisa, il suo corpo galleggia in una cisterna piena di acqua piovana a pochi chilometri da Avetrana. Quel giorno, il 26 agosto, sono più o meno le 14.30 quando Sarah arriva davanti a casa Misseri. Fin qui non ci sono versioni da controllare, tutto torna. Da adesso in poi, però, il racconto di quello che accade lo detta Michele Misseri nelle sue confessioni con aggiunte, correzioni, e cambiamento di rotta.

«L’ha presa per le braccia» - Dice lo zio-mostro: «Io ero in garage che trafficavo con un trattore da sistemare quando Sarah è arrivata. Sabrina l’ha costretta a scendere giù trascinandola e tenendola per le braccia». Michele racconta di «una lezione da dare» a quella ragazzetta bionda ed esile come un fuscello. Era Sabrina, secondo lui, a volerle dare la lezione: per la gelosia morbosa che provava verso di lei e verso il rapporto Michele-Sarah, per fare in modo che nessuno venisse a sapere degli abusi sessuali di Michele su Sarah e perché Sarah aveva litigato con lei anche la sera prima a causa di Ivano, un ragazzo del quale Sabrina era infatuata e che piaceva molto anche a Sarah.

La trappola e la lite - La trappola scatta in un attimo. Sabrina trascina Sarah giù. A questo punto Michele racconta di una lite sempre più violenta, non è chiaro se fra Sabrina e Sarah o fra tutti e tre. Dice che siccome a un certo punto Sarah ha urlato allora lui è dovuto intervenire: mentre Sabrina la teneva stretta, («cinturandola», si legge nel decreto di fermo), «io la strangolavo con una corda». Sarah è uno scricciolo di ragazzina, viene sopraffatta in un paio di minuti, anche se Michele racconta che continua a tenere stretta la corda «per cinque, sei minuti». Quando Sarah cade a terra esanime, spiega sempre Michele, Sabrina scappa via sconvolta. Non vede il padre che la carica sulla Seat Marbella, non lo segue mentre vaga per le campagne attorno ad Avetrana perché «non sapevo dove metterla», non lo vede mentre (sempre secondo il suo racconto) la spoglia per violentarla.

La sepoltura e l’Ave Maria – Sabrina non è con lui, e Michele lo dice più volte, quando il corpo di Sarah, nudo, viene buttato nel pozzo pieno d’acqua. Lo zio copre tutto «con un grosso pezzo di tufo e delle zolle di terra», poi ci mette «come segnale un ceppo di vite»: «Così ho potuto poi ritrovare il punto esatto». Perché Misseri davanti a quelle pietre è tornato tre volte. Per dire «qualche Ave Maria, qualche segno della croce». Quel giorno dopo averla «seppellita» salta di nuovo in macchina per cercare un posto isolato dove bruciare «la roba di Sarah». Dall’auto butta via la batteria del telefonino che a suo dire è caduto dalle mani di Sarah mentre lui la uccideva, assieme alla batteria finisce nelle sterpaglie anche parte delle cuffiette di Sarah. Non resta che dar fuoco ai vestiti, allo zainetto e alle ciabatte della ragazzina. Michele lo fa poche centinaia di metri più in là rispetto al punto in cui l’avrebbe violentata da morta. E poi torna verso Avetrana, verso il terreno dove suo cognato sta raccogliendo fagiolini.

Il silenzio di Sabrina - Il racconto, secondo i magistrati, è credibile. Ma Sabrina non confessa niente. Ripete all’infinito che lei è innocente e che il padre sta cercando di incastrarla. Così adesso tutto si giocherà sugli interrogatori che i due sosterranno probabilmente la settimana prossima e che varranno come prova. Se Michele Misseri confermerà tutto per Sabrina sarà difficile uscirne», dice uno degli investigatori. Contro di lei, a parte le dichiarazioni del padre, ci sarebbero orari che non tornano fra la sua deposizione e quella dell’amica Mariangela, sms dai quali si capirebbe che lei sapeva tutto già dal giorno della scomparsa, impronte sul vano batterie del cellulare di Sarah e contrasti anche fra il racconto di sua madre Cosima e il suo sull’ora in cui si è alzata dal letto per aspettare Sarah che stava arrivando. Per la procura ce n’è abbastanza per portare la ragazza davanti al giudice ma lei non ha intenzione di arrendersi né di tacere. È convinta di poter smontare le accuse, quasi avesse davanti agli occhi suo padre, con il quale, nelle discussioni familiari, l’ha sempre avuta vinta lei. Durante l’interrogatorio di venerdì sera i suoi avvocati le hanno spiegato che se avesse voluto avrebbe potuto anche non rispondere. E lei: «Non faccio scena muta, voglio rispondere punto per punto. Non c’entro niente. Io sono innocente, non ho fatto quello che dice mio padre».

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