Posts Tagged ‘LEGGENDA METROPOLITANA’

L’assassino sul sedile posteriore

nov
21

Una donna torna verso la sua macchina dopo essere uscita dalla casa di alcuni amici. È notte, sono le due passate e in giro non c’è nessuno. Nota un uomo che la segue, va proprio verso di lei, ma la signora ha parcheggiato a poca distanza e riesce a rifugiarsi in automobile, chiudendosi dentro, e a partire prima che l’individuo la raggiunga.
La malcapitata percorre un tratto di strada e nota che l’uomo che le stava appresso la sta pedinando vicinissimo con la sua auto, tenendo gli abbaglianti accesi. La donna si spaventa e percorre un pezzo di statale sperando di incrociare qualche altra vettura o di incontrare qualche pattuglia. Nulla. Pare che sulle strade non ci sia proprio nessuno. La donna pesta sull’acceleratore e si precipita verso casa, guidando anche in maniera un po’ spericolata.
Una volta davanti a casa, vedendo dallo specchietto retrovisore che il suo pedinatore le sta ancora dietro, scende appena dalla macchina e si mette a chiamare a gran voce il marito, pronta a ripiombare in automobile nel caso il losco individuo cerchi di aggredirla.
Il consorte accorre verso la moglie e si fa spiegare cosa è successo. A quel punto anche il pedinatore scende dalla propria vettura.
- Che cosa credeva di fare? Le sembra il modo di spaventare una donna di notte! – gli urla il marito e fa per spintonarlo.
- Si calmi! E chiuda la macchina, subito! – esclama l’uomo, cercando di difendersi.
Il marito si arrabbia ancora di più e vorrebbe picchiarlo.
- La chiuda, signora, la chiuda!
La moglie, pur non spiegandosi il perché, fa partire la chiusura centralizzata.
– Ho cercato di avvisare sua moglie prima che partisse, mezz’ora fa – dice lo sconosciuto ai due, visibilmente sollevato dopo che la donna ha fatto scattare le serrature, cercando di scrollarsi il marito di dosso – ma è scappata subito via. C’è un uomo sulla sua macchina, sul sedile posteriore!
Il marito, furente, spia dentro l’abitacolo. Sul sedile posteriore vede che vi è davvero un uomo accucciato e chiama immediatamente la polizia.
Il pedinatore infine spiega: – Quando ho visto quell’uomo ho cercato di avvertirla, ma non ce l’ho fatta. Ho pensato che se la seguivo e facevo in modo che la macchina fosse molto illuminata, con gli abbaglianti puntati contro, non avrebbe avuto il coraggio di tirarsi su!

Esiste una variante di questa leggenda in cui una donna si ferma a fare benzina e cerca di pagare con una carta di credito o una banconota di grosso taglio.
Il benzinaio prende in mano la tessera o la banconota e afferma che c’è qualcosa che non va: la tessera è scaduta oppure la banconota è falsa. Convince la signora a seguirlo in ufficio perché possa chiamare la banca o la polizia.
La protagonista è riluttante ma alla fine si persuade.

Il benzinaio fa entrare la signora in ufficio, chiude la porta a chiave e solo allora le rivela che sul suo sedile posteriore c’è un uomo accucciato e nascosto.

In entrambe le versioni, più tardi, la polizia scoprirà che il maniaco aveva un’accetta o un coltello ed era pronto a uccidere la donna… Oppure che si trattava dell’Uncino, il pazzo criminale appena sfuggito al Manicomio Criminale, pronto a tagliare la gola della signora con il suo arpione!

Leggenda scritta da Simona Cremonini

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)
 

Attenti a quel water!

nov
21

La metropoli americana per eccellenza, New York, è anche teatro di una delle leggende metropolitane più famose: le fogne della città sarebbero infestate, tra le altre cose, da alligatori.
Alcuni newyorchesi, di ritorno dalla Florida, avrebbero portato con sé dei piccoli alligatori con cui far giocare i figli. La loro dimensione (e forse anche la loro fame…) a un certo punto, sarebbe però cresciuta troppo, spingendo gli incauti genitori a gettarli nel water di casa per farli sparire.
Tuttavia, lo sciacquone non sarebbe stato sufficiente a uccidere gli alligatori: i piccoli, nelle fogne, sarebbero sopravvissuti nutrendosi di topi e si sarebbero adattati al nuovo ambiente senza luce divenendo ciechi. Avrebbero inoltre assunto una colorazione albina a causa dell’assunzione di marijuana che, secondo un’altra leggenda metropolitana molto diffusa, crescerebbe rigogliosa nelle fogne di New York a causa del forte quantitativo di buste e bustine riversate dagli spacciatori nei water durante le perquisizioni della polizia. Non esistono testimonianze del ritrovamento di alligatori nelle fogne di New York. Tuttavia, nel 1935, un gruppo di ragazzi ritrovò un cucciolo vicino a un tombino, dando forse origine alla leggenda.

Al contrario di quanto sia avvenuto in America, dove la leggenda ha una connotazione moderna, i rettili in Italia sono invece parte da sempre del complesso di antiche curiosità popolare che rendono tanto ricco il folklore del Bel Paese.
Coccodrilli impagliati e resti di essi rendono ancora più suggestivi gli antichi santuari di Grazie di Curtatone (Mantova), San Michele Extra (Verona), Rapallo (Genova), Ponte Nossa (Bergamo), Poppi (Arezzo), Macerata, Ragusa, trasformandosi anche nei protagonisti del patrimonio leggendario di questi luoghi.
Secondo una leggenda, il coccodrillo del santuario di Montallegro (Rapallo, Genova), sarebbe giunto fin lì come omaggio di un comandante rapallese reduce dell’Amazzonia.
A Curtatone (Mantova) lo storico Ippolito Donesmondi nel 1603 racconta che il coccodrillo fu scoperto nelle paludi del Mincio secoli addietro e che aggredì due fratelli uccidendone uno. L’altro, raccomandatosi alla Madonna del vicino santuario, con un’accetta lunga che aveva con sé assalì l’animale e l’uccise, scorticandone la pelle. Il coccodrillo sarebbe poi stato donato al santuario in segno di ringraziamento.

Ma in Italia il coccodrillo continua a essere presente ancora oggi, ritagliandosi anche uno spazio nella cronaca più recente: la Stampa del 11 ottobre 1987 riporta la notizia che sulle rive del fiume Astico, in provincia di Vicenza, un esemplare è stato ucciso dall’agricoltore Giovanni Stupiggia, che lo ha rinvenuto intorpidito dal freddo e finito a bastonate.
Forse un animale esotico “sfuggito” al suo padrone?

Infine, il 10 ottobre di quest’anno il sito del Corriere della Sera ha riferito una notizia proveniente da Manchester, Gran Bretagna: dopo che numerose segnalazioni erano giunte ai vigili del fuoco inglesi (i quali con telecamere a fibra ottica non erano riusciti a individuarlo), un boia di tre metri è stato catturato dal coraggioso abitante di un appartamento che è abilmente riuscito a intrappolarlo in un secchio.
La fine di un incubo per i residenti in quella palazzina, che per mesi avevano denunciato avvistamenti del grosso serpente nei propri bagni e provveduto a sistemare pesi sui coperchi dei water per il terrore di vederlo sbucare fuori…

Leggenda scritta da Simona Cremonini

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)
 

Un cadavere sotto il letto

nov
19

Una giovane coppia, in luna di miele, prende alloggio in una suite di Las Vegas.
Appena entrati, i due sposini avvertono un odore disgustoso che pervade la stanza e che impedisce loro di restarvi.
Lo sposo si reca dal direttore, a cui domanda di poter cambiare camera. Purtroppo, a causa di una convention, tutte le altre stanze dell’albergo sono occupate e perciò il direttore propone una cena ai due sposi in un ristorante molto elegante, per dar modo al personale di servizio dell’hotel di procedere a un’ulteriore pulizia della suite per eliminare il terribile tanfo.
Di ritorno dalla cena, i due rientrano nella stanza ma avvertono di nuovo il fetore con la stessa intensità di prima. Scendono nella hall e si lamentano alla reception ma, nonostante gli sforzi del direttore, non è possibile trovare un’altra stanza sempre per colpa della convention che ha fatto il tutto esaurito nella città.
I due sposi chiedono perciò che la stanza venga pulita di nuovo, concedendo ulteriori due ore, perché, a causa dell’odore, sarebbe comunque impossibile per loro alloggiarvi.
Quando la coppia si allontana, il direttore e tutte le donne delle pulizie vanno nella camera dei due clienti.
Il direttore è fermamente intenzionato a scoprire cosa provochi il miasma insopportabile. Fruga nella stanza insieme alle donne, controlla sotto il letto e negli armadi. Non trova nulla. Alle cameriere non resta che cambiare le lenzuola e gli asciugamani, pulire il tappeto, togliere le tende e metterne di nuove, e infine lustrare l’intera stanza con i migliori prodotti di pulizia.
Quando la coppia ritorna, marito e moglie vengono di nuovo colti dal tanfo.
L’uomo, ormai adirato, decide di scoprire lui stesso da dove arrivi il terribile odore.
Comincia a frugare in tutta la stanza e finalmente trova la causa del fetore: tra il materasso e la rete del letto scopre il cadavere di una donna.


Secondo un articolo del kansascitychannel.com del 14 luglio 2003, una storia simile si svolse il giorno prima al Motel Capri della città, dove il cadavere di un uomo fu trovato sotto un letto dopo che un cliente si era lamentato per il cattivo odore nella stanza. Esso era passato inosservato, nei giorni precedenti, perché nascosto dai pannelli in legno che circondavano il letto.
Andò peggio alla californiana Lynn Nakamura nel 1996, quando, dopo aver alloggiato in un motel di Pasadena insieme al fratello, fu raggiunta da una telefonata della polizia che la avvisava che, nella stanza occupata pochi giorni prima, era stato rinvenuto il cadavere di una giovane donna tra i 20 e i 30 anni, vittima di omicidio. Lynn dovette ricorrere a uno psicanalista per superare il trauma, dato che lei stessa e il fratello avevano notato uno strano odore nella stanza, senza però lamentarsene con la direzione.

Nel 1995 anche in uno degli episodi del film Four Rooms un cadavere fa capolino dal letto di un albergo. Due scatenati ragazzini, Maricarmen di 9 anni e Juancho di 6, vengono affidati dai genitori (intenzionati a festeggiare il Capodanno senza mocciosi di mezzo) al cameriere dell’hotel dove la famiglia alloggia.
Mentre il fratellino si gusta film porno sulla televisione via cavo, la ragazzina avverte un cattivo odore nell’aria
. Inizialmente fiuta i piedi del fratello, ma capisce che, a differenza del solito, lui non c’entra. Così solleva il materasso e sotto rinviene il cadavere di una prostituta (Patricia Vonne Rodriguez, la sorella del regista dell’episodio, Robert Rodriguez)

Leggenda scritta da Simona Cremonini

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)
 

La babysitter cannibale

nov
19

Una sera marito e moglie decidono di uscire per andare a uno spettacolo a teatro. Telefonano alla loro babysitter abituale ma, con rammarico, scoprono che la ragazza ha un impegno e non potrà andare a occuparsi del loro bambino, che ha pressappoco un anno di età.
Per non rinunciare all’evento chiamano un’agenzia e si fanno mandare un’altra ragazza.
I due escono, lasciando la giovane (spesso una straniera) con il piccolino.
Durante lo spettacolo avviene però un imprevisto.
La madre si sente male, sente di dover andare a casa. Il padre si arrabbia, perché è da molto tempo che non escono insieme da soli, da quando hanno avuto il figlio. Ma di fronte all’insistenza della donna è costretto a riaccompagnarla.
Non appena arrivano in casa la moglie, spinta da un inspiegabile istinto, si precipita in cucina: lì trova la babysitter che, dopo aver disposto il bambino su un piatto con del rosmarino e altri aromi, lo sta infornando per cuocerlo a puntino.
Quando si dice, l’istinto materno…

Di questa leggenda metropolitana esistono infinite versioni e varianti, provenienti da ogni capo del mondo o dall’Italia.
In una di queste, la madre del piccolo, durante la serata, riceve una serie di telefonate dalla babysitter. La giovane domanda dove si trova prima il sale, poi il rosmarino, poi altri ingredienti. La madre, insospettita e angosciata, convince il marito a riportarla a casa, in tempo per scoprire i terribili intenti della bambinaia e salvare il figlio.

In altre versioni, a metà dello spettacolo la mamma del bambino telefona a casa per sapere se è tutto a posto. Ma, a seconda della variante, o non c’è nessuno a rispondere oppure la babysitter le dice di aver “già preparato il capretto ed essere pronta a infilarlo nel forno”. Anche qui, insospettita, la donna si precipita a casa e riesce a impedire che il figlio venga cucinato.

Della leggenda esiste però anche qualche versione non a lieto fine. La babysitter, in realtà una strega cattiva, riesce a fare strage dei bambini affidatole e scompare nel nulla lasciando nella disperazione i genitori.

Leggenda scritta da Simona Cremonini

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)