Cerco mio padre nel mio fidanzato

fidanzati lacrime

Salve, Sono Sara e ho 21 anni, le scrivo perchè a seguito di svariati eventi mi sono posta alcune domande. Circa due anni fa ho avuto dei forti attacchi di panico che mi hanno obbligata a seguire un percorso psicoterapeutico e psicologico a seguito del quale siamo venuti a capo del problema : un attaccamento errato basato sul ” più fai più ti voglio bene”.

In quel periodo stavo per trasferirmi a Milano per iniziare l’universita e per convivere con il mio ragazzo. A causa del malessere dopo una settimana a Milano sono dovuta tornare a casa perchè incapace di badare a me stessa. Solo che questa spiegazione non mi soddisfa, dopo circa 1 anno dalla fine della terapia mi sono posta delle domande sulle mie relazioni affettive in quanto sono sempre spinta dalla necessità di avere qualcuno che mi dedichi del tempo. Se il mio fidanzato vuole fare altre attività o spendere del tempo senza di me io vado a cercare attenzioni in altre persone. Pensandoci un po’ e riflettendo anche sulle mie relazioni passate mi sono accorta che in due casi mi è capitato di dire al mio fidanzato ” tu sei il mio secondo papà”. Questo ricordo, al giorno d’oggi, mi ha lasciata un po perplessa tanto da cercare di informarmi. Mio padre è stato un padre assente affettivamente, presente in casa per la parte economica, mi cercava di rendere felice comprandomi cose, ma non abbiamo mai avuto un rapporto di coccole, conforto e comunicazione. Questo mio problema nelle relazioni, il mio costante bisogno di qualcuno che mi dedichi delle attenzioni può essere derivato da un problema con mio padre? Come potrei risolverlo?

Per fare la tua domanda manda una mail a girlpower@banzaimedia.it

Cara Sara, seguendo un percorso di psicoterapia generalmente la relazione con i propri genitori emerge tra i vissuti personali e talvolta è proprio la causa di disturbi d’ansia in età adulta o quando, nello specifico, ci si vuol rendere autonomi dal contesto familiare. È proprio lo stile di attaccamento che favorisce l’insorgenza di tale malessere che spesso si attribuisce ad altri poiché richiama un comportamento simile di persone conosciute e legate alla sfera familiare. Con la crescita interiore e l’acquisizione di una propria consapevolezza ‘quel bisogno’ viene sostituito da una capacità personale di prendersi cura di se stessi e delle proprie necessità. In bocca al lupo!

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