Il mio ragazzo sfoga le sue frustrazioni su di me

litigi

Buonasera, mi chiamo Giada e ho 17 anni. Sto con un ragazzo da un anno, ma quella che era una splendida relazione sembra essersi trasformata in un incubo. Abbiamo entrambi problemi personali e stiamo passando un brutto periodo, ma mentre io cerco sempre di impegnarmi a risolvere pian piano i miei problemi, lui non muove un dito e riversa le sue frustrazioni su di me.

Io ci soffro tantissimo e non so come fargli capire che non sono una valvola di sfogo, e che vorrei che almeno con me si impegnasse a mettere da parte i suoi problemi e a stare bene. La situazione è davvero confusa: ci sono momenti di felicità pura tra noi due e poi momenti improvvisi di silenzio e sofferenza, di solito nati per causa sua (succede quasi sempre che lui pensi a qualcosa che lo fa star male e si “spenga”). Siamo entrambi stanchi di questa situazione ed entrambi al limite della sopportazione; eppure io mi sforzo a far funzionare le cose, lui sembra di no, o almeno non tanto quanto ci provo io. Ho paura di una separazione, io lo amo da impazzire, e non riuscirei a reggere un dolore così forte. Vorrei solo che tornasse tutto come prima. La ringrazio anticipatamente per il sostegno

Per fare la tua domanda manda una mail a girlpower@banzaimedia.it
A volte a chiedere un impegno da parte di una persona che sta male e che non riesce a trovare da solo una soluzione non si ottiene nessun risultato. È possibile invece comunicare su un livello emotivo condividendo la sua sofferenza e cercando di fargli comprendere che al di là delle varie problematiche c’è qualcosa di bello che andrebbe preservato.
In una coppia l’emozione di uno diventa l’emozione dell’altro per cui è bene condividere le sensazioni e le emozioni che emergono, cioè come ci si sente: ‘questo tuo comportamento mi fa stare (in questo modo)’..è importante altresì rispettare i silenzi dell’altro come bisogni di prendersi tempo e spazio per
elaborare la propria sofferenza. Non dargli la possibilità di farlo significa non prendere sul serio il suo stato d’animo e di conseguenza dar vita ad un conflitto perché l’altro non si sente compreso e accolto. Ognuno ha un proprio modo di far fronte alla sofferenza e andrebbe considerato.

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