Non riesco ad andare a vivere da sola

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Buongiorno, parto da una, spero breve, premessa per capire la situazione. Ho 28 anni, a gennaio di quest’anno mi sono trasferita in una casa comprata, dietro consiglio dei miei genitori (un affare), poco distante da dove ho sempre vissuto, 15 km circa. Da subito ho sentito una forte noia e tristezza che in pochissimo tempo, credo neanche 2 settimane, si è trasformata in pianto, grave insonnia e forte ansia.

Mi sentivo veramente male mentalmente e fisicamente. A fine febbraio non riuscendo a sostenere questa situazione, seppur da pochissimo tempo, sono tornata a casa dei miei genitori. Ho capito da subito di dover e voler affrontare la situazione (non potevo immaginare un secondo di più di vivere male in quel modo) ed ho intrapreso un percorso psicologico presso il consultorio locale. Già in passato, in età adolescenziale, mi sarebbe piaciuto parlare con un professionista, ma i miei genitori non hanno mai preso seriamente questa mia richiesta, non riscontrando problemi, ed io non ho insistito, vivendo la mia vita. In poco tempo (il percorso psicologico è iniziato a marzo e continua tutt’oggi) mi sono sentita meglio capendo che tutto il mio malessere nasce un po dalla mia insicurezza, cosa che mi porto dietro da sempre, e dal non conoscermi abbastanza… non ho coltivato quasi nessun interesse al di fuori del lavoro, lavoro che amo e che ho sempre voluto fare. Le amicizie ci sono, forti ma poche, e un pochino iniziano a starmi strette. L’amore purtroppo inesistente e questo è un aspetto non poco mi fa soffrire. Tutto questo percorso inoltre è stato preceduto da 2 anni di cambiamento anche a livello fisico, avendo perso peso con alimentazione sana ed esercizio fino a diminuire di 45 kg! E direi che è stato anche l’inizio del mio “cambiamento” e del quale posso sinceramente dire che, nel bene e nel male, sono molto contenta di affrontare. Adesso sono in una fase di continua scoperta, che mi piace molto ma che in alcuni casi sicuramente mi spaventa… ma cerco di fare esperienze che prima non avrei mai fatto, di essere più socievole, e di vivere positivamente… tutto questo vedo che mi aiuta e che sta migliorando anche il rapporto con le mie insicurezze, sia a livello fisico che soprattutto mentale…. fin qui uno potrebbe dire tutto bene… Il problema, per il quale scrivo, è che quando mi capita di stare un’intera giornata e/o week-end in casa (perchè magari gli amici sono impegnati, oppure non ho idee su cosa fare, oppure saltano programmi etc) non so cosa fare, vengo “attaccata” in primis dalla noia che in breve si trasforma in direi angoscia, per poi finire in sconforto. E’ come se mi sentissi inutile. Non riesco più a starmene a far niente, giusto per il gusto di rilassarmi… mi serve sempre avere da fare qualcosa, possibilmente fuori casa. Visto che la mia idea è per l’anno prossimo di mettere in affitto casa mia e condividere un

appartamento a Milano (casa mia è sperduta in provincia) con altre persone, trovando una stanza (per avvicinarmi a lavoro, perchè in provincia mi sento stretta, per conoscere nuove persone, e perchè ho voglia di indipendenza vera) mi chiedo se questa mia inquietudine di stare in casa a
far niente mi farà provare ancora emozioni negative e vivere male anche questa “nuova casa”, seppur non da sola ma con dei coinquilini. La scelta ora, di nuovamente andare a vivere da sola, la sto prendendo con coscienza, la sto facendo maturare seguendo i miei tempi, non voglio fare le cose di fretta come con la casa comprata, che ho accettato essere un semplice investimento, e sto valutando tutti gli aspetti per permettermi di godere anche dell’esperienza di vita indipendente. Eppure ancora qualcosa un po mi blocca…. Cosa manca secondo lei a questo mio percorso, come posso capire cosa mi blocca? Breve forse non sono stata 🙂 La ringrazio.

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Gent. le ragazza, qualsiasi percorso di crescita interiore comporta un cambiamento e di conseguenza un periodo di stress non indifferente. Probabilmente la scelta dell’acquisto fatta in seguito a una sollecitazione genitoriale non era sentita e pertanto anche le mura non vengono percepite come un nido accogliente e personale. Il fatto di voler andar via e cambiare nuovamente produce incertezza ma fa parte del processo. Se sente di farlo..perché no. Può essere che una scelta valutata personalmente e che nasce da un’esigenza interiore possa essere vissuta in maniera più profonda e quindi anche l’ambiente domestico acquisterebbe un ‘valore’ diverso. In ogni caso, dato che sta seguendo un percorso significativo e soddisfacente, proverei a parlarne con la sua psicologa. In bocca al lupo!

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