Vorrei che gli altri non mi considerassero grassa

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Sono un’idiota. E mi dispiace presentarmi così, ma lo sono e mi odio per questo. Ho sempre pensato che il mio modo di mangiare fosse quello degli altri e quindi universale in ogni casa, in ogni dove, solo che io a differenza degli altri ingrassavo, ma imputavo questo aspetto al fatto che avessi un metabolismo più lento a smaltire i grassi.

Sono a Dieta da sempre, che io ricordi. Poi un giorno di qualche mese fa sono andata a stare un po’ dalla mia amica. E sono rimasta interdetta dalla esigua quantità di cibo che la sua famiglia mangia. Ma ancora di più lo sono stata dal fatto che si senta sazia dopo una cena composta da una fetta di pane integrale e una fetta di petto di pollo con insalata. La mamma di questa mia amica,un giorno, ha rimproverato la seconda figlia di sei anni che aveva mangiato una seconda fetta di formaggio, quando aveva già aveva mangiato un uovo. Mai nessuno a me ha vietato di mangiare questo o quello, mai nessuno mi ha frenato quando a tavola mangiavo tanto e allora lì ho capito quale fosse il mio problema. Sono stata abituata a mangiare in quel modo e non riesco a disimparare. Dal mio canto, mi sono sentita male in quei giorni, avevo costantemente fame, non riuscivo neanche a pensare delle volte, mi sentii debole e mi facevano male i polsi. Sono tornata a casa con tre chili in meno dopo una settimana. È stato proficuo quel soggiorno lontano da casa, ma ho sofferto, non lo nego. Il problema è che io odio essere grassa, e faccio continuamente diete, ma le abbuffate non tardano a bussare il sabato o la domenica. Almeno una volta a settimana sento il bisogno di fare una e mi sento rivitalizzata. Poi una schifezza, un sacco di plastica da buttare via. Sto seguendo una specie di mantenimento da un anno a questa parte, non perché sia magra e abbia bisogno di mantenere il mio peso, ‘mantenimento’ perché una dieta vera e propria non sono capace di seguirla con costanza. Ho perso 15 kg con questa specie di cosa che non so definire, che in un anno è pochissimo, ma almeno non ingrasso. E non è abbastanza, non è mai niente abbastanza. Avrei bisogno di smaltire altri 10 kg e non ci riesco. Ho dato la colpa a mille cose, alla perdita di mia mamma, al vuoto che provo, alla solitudine, alla carenza di attenzioni, alla libertà mentale che mi dà il cibo, alla frustrazione di non avere un ragazzo che mi consideri. Ma sono tutte sciocchezze, ero grassa anche quando mamma era ancora qui con me, lo ero anche quando avevo un ragazzo e non mi sentivo sola. E allora qual è la risposta a tutti questo? La risposta è che a me mangiare piace. Punto, non ci sono malattie, disturbi o disagi psicologici di mezzo. Mi piace mangiare. Come tutti, penso, solo che io sono sfortunata il doppio perché ingrasso anche solo respirando e quando iniziò non riesco a pormi un limite. Sono capace di perdere cinque chili in un mese e di metterne 4 abbuffandomi per due giorni consecutivi. La mia vita continua così, tra numeri, calorie, paura di ingrassare, mangiare sano un giorno e orribilmente quello dopo. Sono alta 1.60 e attualmente peso 70 kg. Mi direte che è tantissimo e forse lo è. Ma per me no. Sarà che è perché ce li ho distribuiti in maniera molto proporzionata e giusta, sarà che mi hanno insegnato a vedere con occhi distanti da quelli degli altri cosa sia veramente magro e cosa Grasso, ma io non mi vedo grassa. Allora qual è il problema? Il problema è che per gli altri lo sono. Sono grassa per gli altri e non voglio esserlo . Perché voglio sentirmi desiderata e apprezzata dagli uomini, questo mi riempie, mi riempie a tal punto che se qualcuno, solitamente vecchietti che hanno una concezione un po’ giunonica della bellezza, mi fanno un complimento non mi viene voglia di mangiare per qualche giorno. All’università, inoltre, c’era un ragazzo che mi fissava spesso. È stato il periodo più bello della mia vita quello. Mi sentivo finalmente desiderata da qualcuno e mi sentivo talmente bene che lo stomaco si chiuse per tre mesi, quei 15 kg li persi tutti in quei mesi. Poi notai che lui non si faceva avanti, allora pensai di essermi semplicemente illusa e se non ero desiderata mi sentivo inutile, allora riiniziavo ad abbuffarmi, e qui viene a galla un dubbio, ma allora l’abbuffarsi dipende da un parametro psicologico? Non so cosa pensare, mi analizzo e mi contraddico, ma non so davvero a cosa addurre la causa. La cosa strana è che a me piace mangiare bene, almeno cinque giorni alla settimana mangio sano, molta frutta, verdura, pesce, carne, yogurt, legumi e anche un fettina di pane al giorno. Faccio due ore di esserci al giorno, tutti i giorni, perché nonostante non abbia un fisico atletico, mi piace rafforzare il tono dei miei muscoli. Ma poi arrivano quei momenti in cui mi dico che non ne vale la pena perché tanto nessuno mi vuole e mangio mangio fino a stare male. Ho continuamente bisogno di ricevere certezze e così chiedo, in maniera immatura forse, come mi vede la gente. La gente che conosco dice che sono bella, ma non mi fido di loro, li conosco, appunto, cosa potrebbero dirmi? Che faccio schifo? No. Ma l’indifferenza dei ragazzi mi fa intuire che non sono come mia zia mi fa credere di essere. Il paradosso è che, in fondo, io non mi ritengo tanto male fisicamente, ho un’ossatura maschile, è vero, delle spalle enormi, delle ossa del bacino grandi, ma non mi dispiacciono, mi piace portare le mie belle spalle larghe e scure di fuori, le trovo maestose ed eleganti, mi piacciono i miei seni abbandonati, mi piace il mio busto a forma di Clessidra e la vita più stretta dei fianchi, mi piacciono anche le mie gambe sottili. Ma agli altri no, al modello di bellezza che esiste oggi no. E anche se non mi dispiaccio io non voglio essere così, perché non sono quella che piace agli altri e poi devo essere sincera, per quanto mi piaccia tutto, quando dimagrisco i vestiti mi stanno molto meglio addosso. M allora mi piaccio davvero o mi convinco di piacermi per non dover ammettere a me stessa che mi faccio ribrezzo e vedermi costretta a cambiare, pur non riuscendoci? Ora si chiederà cosa voglia. Voglio sapere come fare, come fare a diventare magra e ad esserlo per sempre , per favore. Mi aiuti.

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Essere belli e piacersi non dipende dagli altri ma da noi stessi. Piacersi significa amarsi per come si è, guardarsi allo specchio ed accettarsi. Osservare le singole parti del corpo ed esserne gratificato.

Gli altri riflettono semplicemente ciò che si vuol vedere e se non si è soddisfatti allora per loro non saremo mai attraenti. Qualsiasi cosa che riguardi il nostro modo di affrontare la vita richiede equilibrio, alla base del benessere psico-fisico c’è equilibrio. Quando questo equilibrio è precario è bene cercare di risolvere richiedendo l’intervento di un esperto.

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