I miei genitori non accettano che io viva lontano da loro

Senior woman and her adult daughter puckering at each other

Ho pensato molte volte di scrivere, ma adesso credo sia arrivato il momento. Ho quasi 29 anni e mi trovo a Manchester in cerca di lavoro, (con buone probabilità di riuscirci). Dovrei essere contenta, ma invece è molto dura per me e non so se devo continuare qui.

In realtà non avrei bisogno di lavorare all’estero perché sono di famiglia benestante, ma ho voluto provarci comunque per avere un poco di indipendenza. Io sono l’unica figlia rimasta in famiglia, i miei fratelli si sono sposati presto e uno è venuto a mancare 10 anni fa. Oltretutto i miei hanno anche problemi di salute più o meno gravi. Con tutto questo i miei stanno soffrendo molto per la mia decisione, che hanno preso come un abbandono personale. Loro vorrebbero che io rimanessi vicino a loro, che mi sposassi con qualcuno che accetti di vivere vicino a loro ecc. Dicono che non tengo abbastanza a loro, che li ho abbandonati, che ci sono altri che rimangono sempre a fianco ai genitori e che i miei fratelli non si sarebbero comportati come me. E piangono tutte le sere quando vedono le mie cose, addirittura hanno minacciato di fare un gesto estremo. Ora non so cosa è meglio fare, costruire la propria felicità sopra all’infelicita’ di qualcun altro non mi sembra giusto. Però riconosco che ho quasi 30 anni e che sono sempre stata (troppo) protetta da loro. Non so se si abitueranno mai e se mi perdoneranno. E se gli succedesse qualcosa sarebbe davvero colpa mia?

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I genitori mettono al mondo i figli ma questi non sono di loro proprietà. Che significa? Molto spesso il pensiero della coppia genitoriale è quello di tenere vicino i figli o, comunque, di gestirli chiedendo loro di prendersi cura della loro salute o di ‘ricattarli’ moralmente attraverso delle frasi ‘poco felici’. Essere liberi in questi casi risulta difficile e il tentativo di riappropriarsi della propria vita , porta, a volte, i figli ad allontanarsi da loro ma con scarsi risultati poiché la voce interiore riecheggia sempre quella stessa richiesta.
Quindi che fare? Dinanzi ad una perdita significativa è chiaro che la paura di essere abbandonati ha un significato molto profondo ma è opportuno far comprendere loro quanto sia importante fare delle scelte di vita in maniera autonoma, quanto sia importante nonostante la lontananza e le difficoltà che si possono incontrare. È giusto che un individuo adulto, ad un certo punto della propria vita si appropri del timone della sua nave e dirotti verso mari sconosciuti. La libertà resta comunque una vittoria interiore, pertanto va coltivata in tal senso.

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