Un padre dispotico

ragazza disperataSalve, sono una ragazza 23enne. Lo so…sono maggiorenne ma non c’entra nulla…perché vivo sotto lo schiaffo di mio padre. Mio padre, che ha sempre avuto un carattere cupo, è stato fino a poco tempo fa separato in casa con mia mamma, finché abbiamo scoperto, tramite un messaggio che lui ha sbagliato ad inviare (inviandolo a mio fratello) che ha anche un’amante.

Inoltre, da fine febbraio 2016, mio padre ha deciso che io dovessi dargli una mano in ufficio (ha un’impresa edile), per cui io la mattina vado in ufficio con lui, che mi aveva promesso una “ricompensa” dato che sembra non volersi più occupare dei figli e avendo lui deciso che io debba vedermela da sola per qualsiasi cosa. Il mio è “sfruttamento”, poiché non solo non ero completamente d’accordo ad aiutarlo in ufficio (in quanto avrei preferito essere veramente assunta…e mi sento anche in colpa perché non lo sono), ma anche perché sono praticamente sottopagata che più sottopagata di così non si può. Prima che iniziassi ad aiutarlo in ufficio, mi aveva inoltre detto di essere disponibile ad aiutarmi qualora non ce l’avessi fatta a sostenere determinate spese, mentre invece ha deciso che io debba pagarmi anche le spese mediche, cosa impossibile per me dato la misera “paga” che ricevo. Inoltre vuole negarmi ogni esperienza positiva, ad esempio viaggi (non pretendo di viaggiare tanto, ma almeno una volta l’anno, e comunque mi riferisco sempre a viaggi all’interno dell’Italia, non oserei mai chiedergli di farmi fare viaggi esterni). Ultimamente la situazione sta davvero degenerando, con lui non si può proprio parlare perché è sempre nervoso e arrabbiato con il mondo; sta rovinando la vita anche a mia madre, che a breve, insieme a me, cambierà casa, e mio padre le mette fretta che deve andarsene via dalla nostra attuale casa. Io sono arrivata al punto che desidero farla finita, e non so più a chi rivolgermi. Ho dimenticato di dire che inoltre ha deciso, lui, che io debba andare da una psicologa nella mia città (che ovviamente devo pagare io), che però a me non piace, perché è acida e ogni cosa che dico fa ricadere la colpa su di me e mia mamma, difendendo invece mio padre (e ciò mi ha fatto pensare che i due abbiano segretamente parlato prima che io iniziassi questa psicoterapia). Non vuole che io sia seguita da altri/e psicologi/ghe, si innervosisce se prendo l’argomento. Ho anche paura che possa diventare violento nei confronti miei e di mia madre (mio fratello nel frattempo è in un’altra città a frequentare l’Università. Io vivo a Potenza, in Basilicata, e non so a chi rivolgermi per uscire da questa situazione, anche perché dovrei fare tutto di nascosto da lui. Spero di aver spiegato tutto per bene, mentre scrivevo ero nervosa e ansiosa e spero perciò di essermi espressa in modo chiaro. Saluti, Valeria.

Cara Valeria, è tutto chiarissimo. E’ chiaro che un genitore non può imporre delle scelte ai propri figli, è chiaro che un genitore ha l’obbligo di sostenere economicamente e psicologicamente i figli fino al raggiungimento della propria indipendenza economica, è chiaro che sia il giudice a stabilire se la moglie deve andar via di casa nel caso i due coniugi decidono di lasciarsi. Inoltre, la scelta di uno psicologo è principalmente di chi va in terapia in quanto nessuno può costringere nessun altro a sottoporsi a psicoterapia se non lo vuole.
I genitori mettono al mondo i figli ma non sono di loro proprietà.

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